Piccole finestre sulla vita di San Felice da Cantalicevita.gif

9. La fiasca del vino

 

Un giorno Filippo Neri incontr? per strada fra Felice che gli chiese: - Non hai sete, padre Filippo?

- Certo che ho sete.

- Ecco per te - e tolse dalla bisaccia la fiasca del vino elemosinato e gliela porse.

- Bevi subito, cos? vedr? se sei veramente assetato -. Filippo non esit? e in mezzo alla strada bevette di gusto e a lungo.

La gente in disparte osserv? l'incontro e fu sentita una voce dire: - Ecco un santo che d? da bere a un altro santo!

(Cfr. Remo Branca, L'asino dei frati, Ed. Ancora, Milano 1963, pag. 116)

 

10. Gli uccellini

 

Fra Felice quando riceveva dal frate cuciniere del pane fresco, spesso non lo teneva per s?, ma si divertiva ad andare nell'orto del convento e a sbriciolarselo sulla testa e sulla barba e poi attendeva a braccia aperte: i passeri lo riconoscevano e gli volavano intorno fiduciosi e poi gli si mettevano addosso a beccare un pasto che era tutto per loro.

(Remo Branca, cit., pag. 135)

Le cinque lettere

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11. Le cinque lettere

Fra Felice sapeva intagliare il legno, lo aveva imparato dai pastori. I suoi oggetti preferiti erano delle piccole croci, che poi distribuiva ai benefattori del convento. Spesso, mentre le faceva le bagnava di lacrime, pensando alla passione di Ges?. Richiesto se sapesse leggere rispondeva: - Io non conosco che cinque lettere rosse, come le piaghe di nostro Signore Crocifisso , e la lettera bianca , la devozione della Beatissima Vergine Maria.

(Cfr. Remo Branca, cit., pag.136 )


12. Le fave

 

Un giorno mentre era sulla strada di Cantalice per portare l'Indulgenza Plenaria di Gregorio XIII , buss? alla porta di una casupola di Moncasale , dove viveva la famiglia del fratello maggiore. Felice si impensier? quando vide la cognata che si preoccupava di preparare una bella cena.

- No, lascia stare, questi cibi pesanti non vanno pi? per me. Mi bastano poche fave fresche. Me ne ? venuto desiderio, quando ho visto fuori che le coltivate.

- Ma che dici , fra Felice. Le piante sono appena nate: se la stagione riscalda di fave se ne parla tra sei o otto settimane.

Fra Felice insistette, tanto che la cognata, per non sembrar scortese, lo port? a vedere le pianticelle, ma ...trov? tantissime fave e non pot? fare altro che riempire il grembiule.

Felice mangi? la sua pi? bella cena, tanto pi? che la strada era lunga e all'alba avrebbe preso il ritorno.

(Cfr. Remo Branca, cit., pag. 149)

 

13. La levitazione

 

Tutti i frati sapevano che di notte Felice si alzava per andare a pregare in chiesa. Una notte fra Dionisio da Patemo si nascose per osservare il compagno. Lo vide entrare dalla parte del coro gridando: "Ges?, Ges?!" e poi pregare a lungo in ginocchio, levarsi in piedi con le braccia aperte. Ma incontrollabile fu la sua sorpresa quando lo vide in quello stato alzarsi da terra e rimanere sospeso come fuori di s?.

Fra Dionisio - raccont? poi - fu invaso da timore, perdette il controllo, fece rumore e cos? risvegli? fra Felice dall'estasi. Egli lo rimprover? dolcemente e lo preg? di conservare il segreto.

(Cfr. Remo Branca, cit., pag.177)

 

14. Il Natale

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Mentre si avvicinava il Natale i frati avevano notato che Felice era sempre pi? raggiante. Tutte le sue attenzioni erano rivolte al grande avvento, all'altare, al presepio dove fra poco sarebbe stata fatta memoria della nascita di Betlemme. Alla vigilia di Natale frate Alfonso Lupo, cappuccino noto per dottrina e santit? di vita, si propose di tenerlo d'occhio. Si nascose in chiesa, nel pulpito. Nella notte arriv? Felice, correndo lieve lieve nel silenzio della chiesa e si ferm? in fondo, al buio, avendo alle spalle la porta maggiore dell'ingresso.

Frate Alfonso ascolt? l'invocazione a Maria: Oh! Gli concedesse di poter adorare il divino fanciullo veramente, come i pastori accorsi alla grotta.

Poi, a un certo punto, sent? una corsa leggera lungo la navata e verso l'altare e si sporse dal pulpito per vedere senza essere visto e fu gi? molto se i suoi sensi ressero all'emozione: Felice aveva teneramente fra le braccia Ges? bambino, e gli faceva festa con mille grazie, mentre una bianca figura luminosa di donna assisteva, alta. Poi sent che diceva - Oh Dio! Ges? figlio di Maria, perch? ti sei staccato cos? presto dal tuo povero fra Felice? Perch?? Perch? mi hai lasciato ancora in questo mondo? Perch? non mi porti in Paradiso? Ti ringrazio, Vergine Madre mia! Ti ringrazio della carit? che hai fatto a questo misero e indegno frate. Ora nulla posso oltre aspettarmi dalla vita...

 

(Cfr.,Remo Branca, cit., pag.178)