Carissimi fratelli e sorelle,
entriamo nella terza settimana di quaresima senza poter celebrare l’Eucaristia comunitaria.

Il vangelo di oggi annuncia che Gesù offre un’acqua che soddisfa davvero la sete, il dono di Dio: il suo Spirito che porta il cuore oltre i pozzi che non dissetano più.
Accolto in questi giorni in cui siamo vittime della pandemia del covid 19, il racconto dell’incontro di Gesù con la samaritana mi fa fare due riflessioni.

Il coronavirus è estremamente dannoso per la nostra salute… ma in questi ultimi anni sono circolati altri virus altrettanto dannosi: quelli che ci hanno tolto la sete di Dio, di interiorità, di cose semplici e profondamente umane…
Qual è la nostra sete adesso? Tornare al più presto ai tranquilli chiaroscuri della vita di prima o passare con gioia a quella vita ‘altra da prima’ dove zampilla l’acqua dell’amore vero e della gioia profonda?

Il coronavirus ci impedisce, inoltre, di celebrare il culto nella forme in cui ‘eravamo abituati’. Così arrivano le interdizioni ad andare in Chiesa e le dispense dai precetti… Ma già Gesù ci spingeva a capire che il vero culto non è questione di luogo (per sacro che lo si possa ritenere) o di forme e formule dispensabili… “Spirito e verità”, quella profondità di Dio, di cui nessuno può impadronirsi e dire te l’amministro io, e a cui può avvicinarsi solo quanto c’è di vero nel profondo di noi stessi.
Con la fine dalla pandemia torneremo, allora, a rimettere in piedi quelle forme abituali di culto che non dissetano più o avremo finalmente voglia di uscire dai moduli templari e respirare a pieni polmoni lo Spirito che regala ad ogni vita e ad ogni cosa il sapore e i colori della primavera?

Fra’ Mario