Carissimi fratelli e sorelle,

anche se può sembrare strano, vorrei iniziare, come nelle feste più importanti, facendovi gli auguri per una buona Quaresima!

   Con il segno delle ceneri, infatti,  torniamo a vivere il tempo di grazia dei novanta giorni (quaresima e tempo di pasqua), la grande opportunità di conversione e di rinnovamento, l’immersione nella Pasqua di Gesù che ci rigenera e ci fa assimilare quella novità di vita che lo Spirito offre in dono a ciascuno di noi.

   Come vivere questa opportunità?

 

   Il primo passo (o modo di camminare) che ci viene richiesto è quello di entrare in uno spazio di silenzio, di preghiera, di confidenza con la Parola di Dio… il cambiamento e la rinascita sono sempre frutto dell’ascolto, come anche la comunione fraterna e il servizio dei poveri e dei malati… senza ascoltare insieme, meditare, lasciarci interpellare dalla Parola corriamo il rischio di incappare in quel dare tutto per scontato  che conduce inesorabilmente alla devitalizzazione spirituale e operativa.

   Il secondo passo (o modo di camminare) è quello di entrare in uno spazio di prova, quasi di duello, e non con un nemico qualsiasi ma con noi stessi… ardua battaglia eliminare dalla nostra esistenza l’invecchiato e l’incallito… passi penitenziali da compiere con l’impegno che ad ogni mortificazione corrisponda una vivificazione. Non accontentiamo dunque di aver fatto qualche penitenza o rinuncia… non stiamo in punizione… ma lasciamo che Dio faccia nascere dalle nostre potature i germogli del nuovo.

   Il terzo passo (o modo di camminare) è quello di entrare nello spazio della fratellanza e della condivisione. L’elemosina è la forma più evidente di distacco da sé e di attenzione alle necessità dell’altro… ma guai se non fosse collegata ad un atteggiamento profondo di dono di sé… e quest’anno questo non dedicarci solo alle scambio di cose lo dobbiamo vivere soprattutto con l’elemosina di tempo, tempo di ascolto, per conoscere e “essere con”, tempo per parlarne e parlarsi, come non abbiamo fatto ancora.

   Auguro a ciascuno e a tutti noi, insieme, quei piccoli e grandi cambiamenti che liberano dalla mediocrità e diffondono sulle nostre cose il sapore della vera gioia e della vera amicizia, come solo Dio sa mettercele nel cuore.