BETLEMME E IL PRESEPIO Carissimi tutti'
Buon Natale!
Carissimi tutti, Buon Natale! Tre settimane fa ero a Betlemme con un gruppo di pellegrini di Fiuggi, e abbiamo iniziato le nostre visite dall'orfanotrofio "la cre-che" (la mangiatoia) delle Suore Figlie della carità di San Vincenzo de' Paoli, dove vengono accolti bambini abbandonati dei territori palestinesi.

Poi ci siamo spostati al Campo dei Pastori dove abbiamo celebrato la Messa in una della grotte, dove c'è esposta l'immagine di Gesù nella forma di Bambino. Mi è venuto pero spontaneo chiedere ai miei amici pellegrini dove sentivano di aver incontrato autenticamente Gesù se davanti a quella statuetta o tenendo tra le braccia quei bambini abbandonati...

Dagli sguardi si percepiva la consapevolezza che pur riconoscendo ai simboli il loro valore, Gesù in quei bambini lo avevamo incontrato dal vivo... e ce ne siamo tornati a casa pieni di emozioni, pieni di gioia... sempre più convinti che puoi celebrare davvero il Natale quando il Signore nasce dentro di te e da questo incontro personale ne scaturisce la capacita di aprire il cuore e spalancare le braccia a chiunque è in qualsiasi forma di necessità e in questo è il "piccolo" da mettere al centro. In quegIi stessi giorni Papa Francesco ci scriveva una lettera sul presepio, invitandoci a scoprire in esso la "manifestazione della tenerezza di Dio" e a coglierlo come: un invito a "sentire", a "toccare" la povertà che il Figlio di Dio ha scelto per sè nella sua Incarnazione. E così, implicitamente, è un appello a seguirlo sulla via dell'umiltà, della povertà, della spogliazione, che dalla mangiatoia di Betlemme conduce alla Croce.

E’ un appello a incontrarlo e servirlo con misericordia nei fratelli e nelle sorelle più bisognosi (cfr Mt 25,31-46). Cari fratelli e sorelle, mi sembra allora che quest'anno dobbiamo sostare davanti al presepio non tanto per vedere continuata una tradizione a cui siamo affezionati o per ammirarne le qualità artistiche, ma viverlo come una ulteriore e appassionante opportunità di ricominciamento... Dal punto di vista di ogni singola persona per crescere nella consapevolezza che tutto ha senso dal nostro cammino di fede se abbiamo fatto esperienza della tenerezza di Dio e ce ne siamo lasciati conquistare: da qui nascono una buona lettura della realtà che ci circonda, i sentimenti di stima e di fiducia reciproca, il desiderio di armonizzare i vari servizi, il primato della comunione, e via via la pazienza, la tolleranza, il rispetto, la comprensione e il perdono.

Dal punto di vista comunitario, non c'è dubbio che l'apertura della "Casa S. Felice per l'accoglienza di senza fissa dimora, oltre che il frutto di un lungo cammino percorso rappresenti anche l'inizio di uno nuovo per una comunità più aperta ai poveri e più capace di collaborazione. A Betlemme la gioia del ricordo della nascita di Gesù viene quasi soffocata dalla tristezza di quell'orribile muro che perpetua le recinsioni dei campi di sterminio... ogni recinsione ed ogni muro sono un crimine contra l'umanità e contro la tenerezza... Sta a noi decidere se lasciarci intrappolare dalI'ideologia della scelta di campo o se voler essere di quelli che, come Dio, aprono brecce... e in ogni tipo di muro... fosse anche e soltanto quello dell'orgoglio e della presunzione, del pregiudizio e della chiusura, della distanza che c’è tra l'essere stati in un qualche modo catechizzati e sacramentalizzati, e, invece, l'essere stati evangelizzati (conquistati dalla buona notizia della tenerezza di Dio) e divenuti capaci di scelte e comportamenti evangelici. Davanti al presepio, per ricominciare...impariamolo dal Dio bambino...
Auguri a tutti Fra' Mario