Carissimi fratelli e sorelle, Buon Natale a tutti!

Pochi giorni fa, facendo gli auguri ai dipendenti della Santa Sede  Papa Francesco poneva loro questa domanda: “ Il Natale è per eccellenza una festa gioiosa, ma spesso ci accorgiamo che la gente e forse noi stessi, siamo presi da tante cose e alla fine la gioia non c’è,o, se c’è, è molto superficiale. Perché?"
Non sarebbe male che passassimo qualche momento anche noi a riflettere su questa domanda proprio per non vivere il Natale superficialmente e accorgerci per l'ennesima volta che “la gioia non c'è”.
In questa prima parte dell'anno sociale. da settembre a Natale, abbiamo vissuto insieme a tutti i cristiani di Roma la tappa della memoria per riscoprire il cammino che il Signore ci ha fatto compiere in questi anni e come ci ha guidati fin qui, per arrivare a chiederci in profondità: chi è per noi questo Signore che ci guida e chi siamo noi? A quali altri esodi Egli ci chiama?
Ecco io vi proporrei, fratelli e sorelle, di fermarvi in questi giorni del Natale, magari quando in chiesa c'è più tranquillità, di fronte al presepio, di fronte all'immagine del bambino Gesù a chiedervi lungamente e profondamente: Chi sei Tu per me, Signore Gesù? E chi sono io che ho scelto di seguirti? Quali nuovi passi mi pro­ poni di fare?
lo vi proporrei nell'ultimo giorno dell'anno di fare ancora una lettura sapienziale del tempo trascorso per chiederci quali tra 'e tante che abbiamo vissuto sono le cose che Dio ci ha messo davvero nel cuore. o quanti frutti sono maturati intorno a noi e magari non ce ne siamo neanche accorti?
E così di riflessione in riflessione ritrovare quella gioia che na­sce dallo scoprirci diversi da come eravamo prima, da quel pic­colo passo avanti che ci è costato fatica, ma ci ha liberati dalle nostre visioni grigie e inconcludenti, perché abbiamo incontrato di nuovo il Signore ..Gesù Cristo: la luce che può illuminare la v it a e trasformare le nostre tenebre in luce; la luce del bene che vince il male; la luce dell'amore che supera l'odio: la luce della vita che sconfigge la morte; la luce divina che trasforma in luce tutto e tutt i; la luce del nostro Dio: povero e ricco, misericordioso e giusto, presente e nascosto, piccolo e grande."

E torniamo al quotidiano, al quel delicato interfacciarci con persone come noi, con il loro carattere, i loro difetti e debolezze... ma anche i loro desideri, i pregi e gli sforzi... e lasciamo ce l'essere stati alla presenza del Signore (e il suo rimaner in noi) possa far sbocciare finalmente quelle troppe cose a cui fino ad oggi non siamo stati capaci di dare vita

Auguri a tutti