Carissimi, un cordiale e fraterno saluto di pace e bene a tutti.


Mentre vi scrivo sento il cuore accelerare i battiti e faccio fatica a riportarlo alla normalità, non soltanto perché la mia nuova veste di vostro compagno di strada suscita in me una comprensibile emozione, ma anche per il fatto di sentirmi felice preda di sentimenti nuovi e speciali che assumono ogni colore dalla gratitudine alla speranza, di cui vorrei tingere il cuore di ognuno di voi. È una bellezza tale da confondere… Ed è difficile mettere ordine quando si tratta di cuore… almeno per me. Insomma: un papà innamorato dei figli, un figlio innamorato di un dono prezioso ricevuto dal Padre che parla, si manifesta ed indica la via. Adesso. E nel cuore di Dio, e nella mia storia, il mio ‘adesso’ è con voi.
Quando il mio caro predecessore, nel suo ruolo, ormai, di ministro provinciale, mi propose San Felice come destinazione per il mio servizio alla Comunità, per un attimo mi sono sentito perso, destabilizzato, impaurito: diventare parroco di una parrocchia tanto grande ed importante… Io? Avrei anche dovuto lasciare San Lorenzo dopo tanti anni, gli amici, i miei più stretti collaboratori… la luce dentro di me cominciava a farsi crepuscolare e tutto sembrava sempre meno definito, meno visibile.
“È il cuore il luogo in cui Dio parla all’uomo; è nel cuore che Dio infonde consolazione…”, mi suggeriva la preghiera.
Così ho cominciato ad ascoltare, ed ascoltare, ed ascoltare ancora, fino ad avere la totale percezione della pace e con essa la consapevolezza di un progetto preciso.  
Ecco. Questa Comunità è  il disegno che Dio mi ha preparato per riscoprire la Sua presenza; questo, il luogo dove la mia vita si immerge come nuova nella Sua misericordia;  ognuno di voi è per me quel tabernacolo dov’è racchiusa la forza della Sua parola…
Non credo di essere stato io a pronunciare quel ‘Sì’… è sgorgato come acqua pura nel deserto. E passi timidi, fragili, ma sostenuti dalla certezza di compiere la Sua volontà, mi hanno condotto verso di voi.
Ecco perché sento il bisogno di dirvi che credo fortemente nel lavoro che ci farà vivere in comunione: ‘Ut unum sint’. Ognuno di ‘noi’ è dono di Dio per l’altro e la Comunità è l’unica dimensione garante di grazia per conoscerLo, amarLo ancora e sempre di più, perché è ciò che il Padre ha scelto per i propri figli.  
Insieme faremo cose grandi, perché impareremo a guardarci gli uni gli altri secondo la logica di Dio.
Il mio cuore è pieno di voi, perché è pieno di Lui. Ed è con questa tenerezza che vi abbraccio.


Vi voglio bene. 

Il vostro Parroco, P. Bruno Mustacchio.