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15 AGOSTO
ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
Solennità

 


MESSA VESPERTINA NELLA VIGILIA
LETTURE: 1 Cr 15,3-4.15-16; 16,1-2; Sal 131; 1 Cor 15,54-57; Lc 11,27-28

MESSA DEL GIORNO
LETTURE: Ap 11,19a; 12,1-6a.10ab; Sal 44; 1 Cor 15,20-27a; Lc 1, 39-56


MESSA VESPERTINA NELLA VIGILIA

 
 
LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura  1 Cr 15, 3-4. 15-16; 16, 1-2
Introdussero dunque l’arca di Dio e la collocarono al centro della tenda che Davide aveva piantata per essa.

Dal primo libro delle Cronache
In quei giorni, Davide convocò tutto Israele a Gerusalemme, per far salire l’arca del Signore nel posto che le aveva preparato. Davide radunò i figli di Aronne e i levìti.
I figli dei levìti sollevarono l’arca di Dio sulle loro spalle per mezzo di stanghe, come aveva prescritto Mosè sulla parola del Signore. Davide disse ai capi dei levìti di tenere pronti i loro fratelli, i cantori con gli strumenti musicali, arpe, cetre e cimbali, perché, levando la loro voce, facessero udire i suoni di gioia.
Introdussero dunque l’arca di Dio e la collocarono al centro della tenda che Davide aveva piantata per essa; offrirono olocausti e sacrifici di comunione davanti a Dio.
Quando ebbe finito di offrire gli olocausti e i sacrifici di comunione, Davide benedisse il popolo nel nome del Signore.

Salmo Responsoriale   Dal Salmo 131
Sorgi, Signore, tu e l’arca della tua potenza.

Ecco, abbiamo saputo che era in Èfrata,
l’abbiamo trovata nei campi di Iàar.
Entriamo nella sua dimora,
prostriamoci allo sgabello dei suoi piedi.

I tuoi sacerdoti si rivestano di giustizia
ed esultino i tuoi fedeli.
Per amore di Davide, tuo servo,
non respingere il volto del tuo consacrato.

Sì, il Signore ha scelto Sion,
l’ha voluta per sua residenza:
«Questo sarà il luogo del mio riposo per sempre:
qui risiederò, perché l’ho voluto».
 
Seconda  Lettura   1 Cor 15, 54-57
Dio ci dà la vittoria per mezzo di Gesù Cristo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, quando questo corpo mortale si sarà vestito d’immortalità, si compirà la parola della Scrittura:
«La morte è stata inghiottita nella vittoria.
Dov’è, o morte, la tua vittoria?
Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?».
Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la Legge. Siano rese grazie a Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!

Canto al Vangelo   Lc 11,28
Alleluia, alleluia.
Beati coloro che ascoltano la parola di Dio
e la osservano.
Alleluia.
 
Vangelo   Lc 11,27-28
Beato il grembo che ti ha portato!

Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre Gesù parlava alle folle, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!».
Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».

 

 

  MESSA DEL GIORNO


 
LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura  Ap 11, 19a; 12, 1-6a.10ab
Una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi.
 
Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo
Si aprì il tempio di Dio che è nel cielo e apparve nel tempio l’arca della sua alleanza.
Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto.
Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra.
Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito.
Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e suo figlio fu rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio.
Allora udii una voce potente nel cielo che diceva:
«Ora si è compiuta
la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio
e la potenza del suo Cristo».

Salmo Responsoriale  Salmo 44
Risplende la Regina, Signore, alla tua destra.
 
Figlie di re fra le tue predilette;
alla tua destra sta la regina, in ori di Ofir.

Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio:
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre.

Il re è invaghito della tua bellezza.
È lui il tuo signore: rendigli omaggio.

Dietro a lei le vergini, sue compagne,
condotte in gioia ed esultanza,
sono presentate nel palazzo del re.
 
Seconda Lettura  1 Cor 15, 20-27a
Cristo risorto è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo.
 
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti. Perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti. Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita.
Ognuno però al suo posto: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. Poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo avere ridotto al nulla ogni Principato e ogni Potenza e Forza.
È necessario infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte, perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi.
 
Canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Maria è assunta in cielo;
esultano le schiere degli angeli.
Alleluia.
 
Vangelo Lc 1, 39-56
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente: ha innalzato gli umili.

Dal vangelo secondo Luca
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.


Una festa di fine estate, sentitissima e celebratissima dovunque nel passato, oggi sommersa dal clima vacanziero e dal mito delle ferie, viene vissuta più come sfondo che come festa di primo piano. Nel ciclo delle festa mariane è una delle tre che hanno carattere di solennità, perché riguarda il mistero della persona di Maria nella sua essenza.

Grandi cose di te si cantano, o Maria:
Sorgi, Signore, tu e l'arca della tua gloria!

Dov'è, o morte, la tua vittoria?

Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!
In lei, primizia e immagine della Chiesa,
hai rivelato il compimento del mistero di salvezza


Un segno grandioso apparve nel cielo
Al re piacerà la tua bellezza…

L'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome..

In queste poche frasi ho cercato di sintetizzare l’essenziale di questa festa, che non coinvolge soltanto la persona di Maria, ma, essendo Ella immagine della Chiesa, coinvolge tutti noi.

L’ARCA SANTA

Nelle litanie lauretane diciamo: foederis arca, cioè “arca dell’alleanza”; così l’appellativo è più pregnante. E’ la premessa essenziale per poter comprendere perché il privilegio della glorificazione in corpo e anima prima della conclusione della storia.
Alleanza è una nomenclatura astratta che racchiude tutti gli aspetti e tutti gli elementi che determinano il rapporto tra Dio e il suo popolo. Nel grembo di Maria tutti questi beni diventano realtà, si sommano nella persona di Gesù.
Se l’Arca era venerata con timore per la presenza di Dio, tanto più la Vergine Maria, che genera colui che non solo si fa garante dell’alleanza, ma che è lui stesso l’alleanza: E in realtà tutte le promesse di Dio in lui sono divenute "sì" (1Cor 1,20).
L'ha voluta per sua dimora…Qui non si parla più di Sion o dell’Arca, ma di Maria. Beato il ventre che ti ha portato… benedetto il frutto del tuo grembo! …

GRANDI COSE HA FATTO

Questa esclamazione si addice a Dio soltanto. Si dice nei testi biblici che l’uomo tenta di fare cose grandi, ma non ci riesce. Soltanto Dio può fare cose grandi. Maria, nel magnificat, lo dice nei confronti di se stessa. Di sé considera l’umiltà, la bassezza, e tenendo conto di ciò che Dio ha compiuto con una come lei, può parlare di “cose grandi”. Infatti è il Potente che le compie. E’ il segno grandioso di cui parla l’Apocalisse. E’ la maternità divina. E’ la fede di Maria. E’ la sua glorificazione. Tutto il magnificat si dipana su questa nota: solo il Potente può rovesciare le sorti dell’uomo, può sollevare dalla polvere il misero, può ridurre al nulla le cose che sono.

LO SCONTRO E LA VITTORIA

Applicando a Maria il segno grandioso di cui parla l’apocalisse – e non senza giustificazione – possiamo vedere in lei il fulcro dello scontro tra le potenze nemiche a Dio e all’uomo e il figlio della Donna vestita di sole. La storia si evolve sotto il segno di questo scontro. L’apocalisse ce lo descrive in primo piano, ma nel corso della storia rimane dietro le quinte. Il drago tenta sempre di divorare il figlio della donna, la causa della sua rovina; ma resterà deluso, perché il figlio sarà rapito in cielo (cioè sarà glorificato) e la donna protetta da Dio. Il drago si agiterà, precipiterà sulla terra un terzo delle stelle, cioè creerà disordini, distruzioni, sconvolgimenti, ma non avrà la meglio.
In Maria l’uomo può ammirare questa vittoria di Dio e può riconoscersi anch’egli come il terreno in cui questo scontro si concretizza. Dov'è, o morte (intesa non soltanto come morte fisica, ma nel suo significato pregnante), la tua vittoria?
Una delle sventure più gravi del nostro tempo è quella di aver messo in ombra questo scontro con il maligno. In alcuni casi questo si evidenzia; pensiamo alle leggendarie lotte di S. Antonio contro Satana; pensiamo ai furibondi assalti notturni contro P. Pio; chi va ad Ars può vedere il letto del Santo Curato bruciato dal diavolo. In genere si sottace o addirittura si nega.

LA DONNA

La visione dell’Apocalisse, anche se si riferisce in primo luogo alla Chiesa, è stata quasi sempre applicata a Maria, come possiamo vedere anche nell’abside della nostra chiesa. Il termine “donna” non può non attirare l’attenzione al linguaggio utilizzato da Giovanni, riferendosi a Maria. In questo termine è nascosto tutto il mistero umano e divino della donna, che in Maria trova il suo splendore. La donna è elevata al livello divino (vestita di sole) e sovrana sul mondo caduco (la luna sotto i suoi piedi). Quale immagine migliore per descrivere la festa odierna?
Gli altri testi della liturgia utilizzano la categoria della risurrezione per farci comprendere il senso della festa. Come Cristo, nuovo Adamo, è diventato il primogenito dell’umanità nuova, così accade per Maria, nuova Eva. Per questo la Chiesa si riconosce in lei, sua immagine e madre.
“Qui se' a noi meridiana face
di caritate, e giuso, intra i mortali,
se' di speranza fontana vivace”. (Divina Commedia, Par. 33)
Questo è il femminismo di segno cristiano. E’ la rivendicazione della dignità della donna non partendo dal basso, ma dall’alto. La risposta, cioè, alla giuste aspirazioni umane non viene prodotta dall’orgoglio, da contrapposizioni e rivendicazioni, ma viene offerta da una fonte non inquinata. L’ispirazione del movimento, così, è decisamente differente.
A questo livello, come la mariologia non è separabile dalla cristologia, così il maschile non è in competizione con il femminile e viceversa.