Saluto del Parroco

FESTA DI SAN FELICE 2018

Carissimi fratelli e sorelle,

eccoci giunti ad uno degli appuntamenti più significativi del nostro anno sociale: la Festa del nostro Patrono San Felice.

   Quest’anno insieme alle altre Parrocchie della Diocesi abbiamo dedicato ampi spazi di riflessione alla verifica sulle malattie spirituali che ci impediscono di vivere in pieno l’esperienza di fede di evangelizzare la nostra vita e di appassionare chi ci vive intorno a questa grande risorsa del Vangelo.

   Credo che per vivere con frutto i giorni della festa sia bene chiedersi: quale contributo può offrire alla guarigione dei miei malesseri interiori la conoscenza di San Felice e il seguire in qualche modo i suoi passi su queste vie (da una parte le stesse e dall’altra completamente diverse) di Roma?

   Sentire Felice, con l’espressione usata da Papa Francesco nell’ultima bellissima Esortazione “Gaudete et exsultate”, come il “Santo della porta accanto”, un fratello con cui sarà piacevole e formativo percorrere un tratto di strada insieme e scoprire quello che potremmo essere noi (in via di guarigione) ogni giorno l’uno per l’altro.

   “Mi piace vedere la santità nel popolo di Dio paziente: nei genitori che crescono con tanto amore i loro figli, negli uomini e nelle donne che lavorano per portare il pane a casa, nei malati, nelle religiose anziane che continuano a sorridere. In questa costanza per andare avanti giorno dopo giorno vedo la santità della Chiesa militante. Questa è tante volte la santità “della porta accanto”, di quelli che vivono vicino a noi e sono un riflesso della presenza di Dio, o, per usare un’altra espressione, “la classe media della santità”. (G E 7)

lastra samfelice

     Ho pensato quest’anno di offrire alla venerazione di tutti un’immagine di San Felice che proviene da 

una edicola del muro di cinta del Convento di Monte San Giovanni Campano (puoi leggerne la storia nell’apposito opuscolo), è quasi cancellata dal tempo e il restauro recentemente eseguito ne fa appena intravedere i tratti dei volti (di Felice e del Bambino Gesù). L’immagine è accompagnata dalla scritta “FRA FELIX”, non ci sono cioè né i titoli di beato prima (1625), né di santo (1712) … vorrei accoglierlo proprio come

un rimando alle cose semplici della quotidianità

dove ciascuno è chiamato a esprimere il meglio di sé e farne dono agli altri..

   Viviamo con entusiasmo e partecipazione le ‘cose solite’ che caratterizzano la nostra festa, per stare insieme a Felice e ai “santi della porta accanto” (a qualsiasi cultura o religione appartengano), che forse da troppo tempo per pigrizia o per i pregiudizi accumulati non frequentiamo più, con i quali non sappiamo collaborare e gioire più.

crocifisso legno

   Nella Cappella a fianco dell’altare, inoltre, da qualche mese c’è il Crocifisso davanti al quale potrebbe aver pregato San Felice… non sarebbe male se in questi giorni vi facessi una sosta per pregare in modo più profondo del solito e lì:

   Lascia che tutto sia aperto a Dio e a tal fine scegli Lui, scegli Dio sempre di nuovo. Non ti scoraggiare, perché hai la forza dello Spirito Santo affinché sia possibile, e la santità, in fondo, è il frutto dello Spirito Santo nella tua vita (cfr Gal 5,22-23). Quando senti

     la tentazione di invischiarti nella tua debolezza, alza gli occhi al Crocifisso e digli: “Signore, io sono un poveretto, ma tu puoi compiere il miracolo di rendermi un poco migliore”. ( G E 15)

Inizieremo e concluderemo, inoltre, la nostra festa con due ‘Pellegrinaggi’: uno al santuario del Divino Amore e l’altro per le vie della nostra Parrocchia… due momenti di preghiera, due esperienze ancora di guarigione, di crescita interiore, con Felice alla scuola di Maria:

Lei ha vissuto come nessun altro le Beatitudini di Gesù…

Lei non accetta che quando cadiamo rimaniamo a terra e a volte ci porta in braccio senza giudicarci. Conversare con lei ci consola, ci libera e ci santifica. La Madre non ha bisogno di tante parole, non le serve che ci sforziamo troppo per spiegarle quello che ci succede. Basta sussurrare ancora e ancora: «Ave o Maria…». (G E 176)

Buona festa a tutti!

                                                                 fra’ Mario 

Buona_Pasqua

Sorelle e fratelli carissimi,

Buon anno 2018

Carissimi fratelli e sorelle,

Natale2017

Carissimi fratelli e sorelle,

SAN FELICE 2017

Carissimi fratelli e sorelle,