La mentorella

E’ stato un pellegrinaggio molto “vissuto”, sotto la pioggia, il freddo, il vento, ma forse per questo ancora piu’ bello, piu’ intenso.
C’era una visibilita’ di circa 3-5 metri , intorno a noi era tutto bianco, non si sa se stavamo camminando fra le nuvole o era solo semplice nebbia.
Il rosario in salita un po’ affannava il respiro, le gambe non abituate, un po’ si rifiutavano a camminare, ma la volonta’ comandava di andare avanti.
Ho una foto stampata nella testa:
Padre Gianfranco alla testa del pellegrinaggio, con la sua mantella blu che svolazzava per il vento, la pioggia che cadeva e lui imperterrito che avanzava verso il muro bianco, accompagnato dal ragazzo che sorreggeva il gonfalone, e noi dietro a lui.
Sembrava uno di quei capitani che comandano una barca in mezzo al mare in tempesta, come dirigerla fra i flutti per non affondarla e noi i suoi marinai, che lo seguiamo.
L’arrivo e’ stato felice perche’:
1-    siamo arrivati dalla madonna,
2-    ci saremmo finalmente riparati, asciugati, e riscaldati,
3-    come siamo entrati e’ venuto giu’ un fortunale.
La messa e’ stata molto intensa, raccolta, silenziosa nella chiesetta cosi’ intima, tutti in ascolto dell’omelia di Padre Gianfranco che quando parla si fa ascoltare anche dai sassi.
Personalmente mi ha molto toccato e commosso quando ha ricordato Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.
Grazie a tutti per aver organizzato questo pellegrinaggio.
E’ stata un’esperienza che non si dimentica.