BATTESIMO DEL SIGNORE
battesimo

  Festa
 


LETTURE: Is 42,1-4.6-7; Sal 28; At 10,34-38; Mt 3,13-17
 
 
LITURGIA DELLA PAROLA
  
Prima Lettura  Is 42, 1-4. 6-7
Ecco il mio servo nel quale mi sono compiaciuto.

 


Dal libro del profeta Isaia
Così dice il Signore: «Ecco il mio servo che io sostengo,   
il mio eletto di cui mi compiaccio.
Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni.
Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce,
non spezzerà una canna incrinata,
non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta.
Proclamerà il diritto con fermezza;
non verrà meno e non si abbatterà,
finché non avrà stabilito il diritto sulla terra;
e per la sua dottrina saranno in attesa le isole.
«Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia
e ti ho preso per mano;
ti ho formato e stabilito come alleanza del popolo
e luce delle nazioni, perché tu apra gli occhi ai ciechi
e faccia uscire dal carcere i prigionieri,
dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre» .

Salmo Responsoriale  Dal Salmo 28
Gloria e lode al tuo nome, o Signore.


Date al Signore, figli di Dio,
date al Signore gloria e potenza.
Date al Signore la gloria del suo nome,
prostratevi al Signore in santi ornamenti.

Il Signore tuona sulle acque,
il Signore, sull'immensità delle acque.
Il Signore tuona con forza,
tuona il Signore con potenza.

Il Dio della gloria scatena il tuono.
Nel suo tempio tutti dicono: «Gloria!».
Il Signore è assiso sulla tempesta,
il Signore siede re per sempre.

Seconda Lettura  At 10, 34-38
Dio consacrò in Spirito Santo Gesù di Nazaret.
 
Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto.
Questa è la parola che egli ha inviato ai figli d'Israele, recando la buona novella della pace, per mezzo di Gesù Cristo, che è il Signore di tutti.
Voi conoscete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui».

Canto al Vangelo  Cf Mc 9,7
Alleluia, alleluia.
Si aprirono i cieli e la voce del Padre disse:
«Questi è il mio Figlio diletto: ascoltatelo».
Alleluia.

 
 Vangelo  Mt 3, 13-17
Appena battezzato, Gesù vide lo Spirito di Dio venire su di lui.
 
Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?». Ma Gesù gli disse: «Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia».
Allora Giovanni acconsentì.
Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed una voce dal cielo disse: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto».



La celebrazione del Natale si concentra tra il 25 Dicembre e il 6 Gennaio, l’Epifania. Ma, osservando e vivendo attentamente il susseguirsi liturgico delle date, ci si rende conto che c’è una dilatazione, un’estensione del mistero di Natale, che di fatto insiste sugli aspetti teologici dell’incarnazione e della inaugurazione della salvezza, più che su singoli episodi. Potremmo dire che costituisce un ciclo, che potrebbe avere come titolo: il Figlio di Dio si rivela al mondo.

C’è la prima fase, quella dell’infanzia, in cui si abbozza questa rivelazione. Nel Natale, infatti, Gesù si è rivelato ai pastori, ai poveri; nell’Epifania si è rivelato ai Magi, alle genti. 

C’è poi la seconda fase, quella dell’età adulta, che consta di un lungo periodo, fino a circa trent’ani, di cui sappiamo soltanto che viveva a Nazaret da semplice operaio come il padre Giuseppe, nell’anonimato, e il momento in cui dà inizio della sua missione. L’avvio coincide con il suo Battesimo, che oggi celebriamo. Al Battesimo Giovanni fa seguire un segno, alle nozze di Cana,  che quest’anno celebriamo nella domenica successiva, dove Gesù manifesta la sua gloria, e poi con la predicazione in Galilea. Questa fase si conclude con la sua morte e risurrezione.

C’è poi la terza fase, quella che celebra la sua presenza di risorto nella Chiesa e nel mondo.

 

Il Battesimo è un momento fondamentale e decisivo per il Signore. Tutti e quattro gli evangelisti lo considerano come l’inizio del ministero apostolico di Gesù. Si inserisce in quel movimento penitenziale e di purificazione creato da Giovanni Battista, intorno al Giordano.  Un fenomeno nuovo per l’epoca, che ha suscitato anche l’interesse delle autorità religiose e civili.

Ebbene, Gesù sceglie di inserirsi in questo contesto, mettendo in risalto, ancora una volta, il senso dell’incarnazione, cioè di una partecipazione concreta alla vita dell’uomo. In questo caso sceglie di partecipare alla condizione dei peccatori e dei penitenti, tanto che Giovanni Battista cerca di impedirgli di farsi battezzare. Ma Gesù insiste: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». E’ necessario non scavalcare ciò che è stato stabilito, il programma già scritto dall’eternità.

 

Possiamo domandarci: perché è così importante questo momento nella storia della salvezza?

Lo mettono bene in risalto i segni, le figure simboliche che compaiono dopo il battesimo. Il battesimo di Gesù provoca qualcosa che apre una nuova epoca. Infatti si dice che quando Gesù esce dall’acqua del Giordano si verificano tre segni.

Il primo è lo squarciarsi dei cieli. Un’immagine stupenda. Dio non aveva più parlato al suo popolo, dopo i profeti; come a dire che la comunicazione tra Dio e l’uomo era interrotta. Ora, per lui si aprono i cieli. Il testo dice “per lui”, perché da questa apertura scenderà su di lui lo Spirito, come una colomba; è il secondo segno. Soltanto attraverso lui i cieli si apriranno per tutti gli uomini. Lo Spirito, dirà Pietro, lo investirà con la sua potenza. E’ uno Spirito di mansuetudine, di pace, come la colomba che, dopo il diluvio, porta un ramoscello di ulivo; uno Spirito di fortezza, creatore, come lo Spirito che alla creazione, sorvolava le acque primordiali.

Poi c’è un terzo segno: da questo cielo squarciato una voce, che è come un sigillo; una voce rivolta a tutti: “questi è il mio figlio, l’amato”.

Tre termini: il cielo squarciato, lo Spirito come colomba, il Figlio amato. Ognuno contiene risonanze interminabili attingibili da tutta la storia della rivelazione. Non solo: apre agli uomini di tutti i tempi la possibilità di entrare in questa fase storica della salvezza, che viene inaugurata da Gesù. Dio non fa distinzione di persone, dirà Pietro; ormai i cieli sono aperti e nessuno può essere escluso o avere privilegi, per tutti è iniziato il tempo della grazia.

 

Il battesimo di Gesù costituisce una doppia rivelazione: l’identità di lui, che è il Figlio amato, di cui il Padre si compiace e la rivelazione del disegno di Dio per gli uomini. Tutto si concentra nella persona di Gesù; da questo momento in poi l’iniziativa di Gesù, sotto la forza dello Spirito, prende l’abbrivo e non sarà più arrestabile, fino ad oggi.

Forse non ci rendiamo conto di questa energia che ancora aleggia nel nostro mondo, sopraffatti da una visione pessimistica della realtà o da una pretesa di interventi spettacolari. Ma quest’azione, come dice il profeta Isaia, è quasi impercettibile, perché Gesù continua ad agire con delicatezza, ad essere presente là dove c’è debolezza, una fiamma smorta, una canna incrinata, dove non c’è bisogno di alzare il tono, vicino ai più disgraziati. Non solo. Il fatto che Gesù decide di aggregarsi ai peccatori, la dice lunga. Significa che si fa vicino ai più poveri in assoluto: coloro che mancano dell’essenziale, cioè di Dio.