XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Anno A


LET
29_toa.jpgTURE: Is 45,1.4-6; Sal 95; 1 Ts 1,1-5b; Mt 22,15-21
 

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura  Is 45,1.4-6
Ho preso Ciro per la destra per abbattere davanti a lui le nazioni.


Dal libro del profeta Isaìa

Dice il Signore del suo eletto, di Ciro:
«Io l’ho preso per la destra,
per abbattere davanti a lui le nazioni,
per sciogliere le cinture ai fianchi dei re,
per aprire davanti a lui i battenti delle porte
e nessun portone rimarrà chiuso.
Per amore di Giacobbe, mio servo,
e d’Israele, mio eletto,
io ti ho chiamato per nome,
ti ho dato un titolo, sebbene tu non mi conosca.
Io sono il Signore e non c’è alcun altro,
fuori di me non c’è dio;
ti renderò pronto all’azione, anche se tu non mi conosci,
perché sappiano dall’oriente e dall’occidente
che non c’è nulla fuori di me.
Io sono il Signore, non ce n’è altri».

Salmo Responsoriale  Dal Salmo 95
Grande è il Signore e degno di ogni lode.


Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.

Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi.
Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli.

Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri.

Prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
Egli giudica i popoli con rettitudine.

Seconda Lettura  1 Ts 1,1-5b
Mèmori della vostra fede, della carità e della speranza.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

Paolo e Silvano e Timòteo alla Chiesa dei Tessalonicési che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo: a voi, grazia e pace.
Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l’operosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fermezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, davanti a Dio e Padre nostro.
Sappiamo bene, fratelli amati da Dio, che siete stati scelti da lui. Il nostro Vangelo, infatti, non si diffuse fra voi soltanto per mezzo della parola, ma anche con la potenza dello Spirito Santo e con profonda convinzione.

Canto al Vangelo   Fil 2,15d-16°
Alleluia, alleluia.
Risplendete come astri nel mondo,
tenendo alta la parola di vita.
Alleluia.
  
Vangelo  Mt 22,15-21
Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».


Le domande fatte dagli ipocriti sono sempre pericolose, perché le risposte possono essere molto compromettenti. L’ipocrita ha sempre doppia faccia: quella benevola, accattivante, falsamente ben disposta e condiscendente e quella nascosta, subdola, che va in una direzione opposta a quella che mostra esteriormente. Ci sono anche ipocriti convinti, quasi inconsapevoli della loro incoerenza; ma ci sono coloro che la utilizzano per altri scopi, per raggiungere degli obiettivi che stanno loro a cuore.
L’ipocrisia si dispiega in tutti gli ambiti della vita sociale, dalla politica (soprattutto) alla dottrina, alle teorie anche scientifiche.

Al centro del testo del vangelo che oggi leggiamo, Gesù getta là una parola che risolve ogni questione: Ipocriti, perché volete mettermi alla prova?
Tutte le dichiarazioni elogiative, le lusinghe, i complimenti nei confronti di Gesù, imparziale, veritiero, che dice le cose in faccia sono oggettivamente veri, ma per gli avversari sono semplicemente uno strumento per raggiungere i loro scopi, nascondono una trappola. Se le parole di Gesù ricalcano la verità, ciò che dice va preso sul serio.
Ogni volta che ci sentiamo elogiati, ci fanno i complimenti per qualche nostra dote particolare siamo in pericolo; rischiamo di consegnarci nelle mani dei nostri interlocutori.
Gesù conosce bene questi meccanismi; quelli che scattano in noi, e quelli che motivano l’intervento degli interlocutori e non si lascia sedurre.

Era un tranello, noi oggi diremmo studiato a tavolino.
I Farisei, essendo avversari di Erode non si espongono molto; mandano i loro discepoli, accordatisi con i seguaci di Erode. Un’alleanza micidiale, perché Gesù era in odio agli uni e agli altri.
E’ importante la formulazione della domanda: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?. Pongono il problema sulla liceità, cioè ne fanno un problema morale. Un altro componente della loro ipocrisia, perché il problema era di fatto sociale o tutt’al più, da parte degli zeloti, ideologico. Che l’oppressore sia Cesare o Erode o chiunque altro non ha a che fare con un problema morale. O ci si oppone, o si è consenzienti o si sopporta. Ma spesso si tollera finché fa comodo.
Essi hanno in tasca la moneta con l’immagine di Cesare, quindi ne fanno uso; gli fa comodo.

La sentenza finale ha fatto discutere per secoli sul problema dei rapporti tra chiesa e stato, tra potere temporale e spirituale; e spesso viene strumentalizzata sia dagli spirituali che dai cosiddetti laici.
Non si erano domandati e non ci si domanda quali sono i diritti di Dio e che cosa dobbiamo a lui. Gesù lo richiama esplicitamente proprio nel momento in cui sembra che tutto il problema sia semplicemente sociale o politico.
Gesù non dà risposte esaustive sui dilemmi che ci poniamo noi. Come ci dicesse: sono problemi tuoi; risolvili secondo giustizia, privilegiando l’interesse per il regno di Dio.
Nella prima generazione cristiana troviamo addirittura delle soluzioni che a noi fanno oggi fanno qualche difficoltà.
Dice S. Paolo: Perciò è necessario stare sottomessi, non solo per timore della punizione, ma anche per ragioni di coscienza.

[6] Per questo dunque dovete pagare i tributi, perché quelli che sono dediti a questo compito sono funzionari di Dio.

[7] Rendete a ciascuno ciò che gli è dovuto: a chi il tributo, il tributo; a chi le tasse le tasse; a chi il timore il timore; a chi il rispetto il rispetto.
[8] Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore vicendevole; perché chi ama il suo simile ha adempiuto la legge. (Rm 13,7-10).

Oggi ci si pone di fronte al problema con altri criteri, ma rimane vero che se si fa prevalere l’esigenza di Cesare a scapito di quella di Dio o viceversa è inevitabile o lo scontro o lo squilibrio tra due dimensioni costitutive del nostro essere nel mondo.