4. Un parroco in un periodo difficile: Padre Fedele Iasevoli


Fu lo stesso padre Biagio, il 25 Luglio 1971, a presentare ai fedeli il nuovo parroco.

Padre Fedele assunse la guida della parrocchia in un momento molto difficile dal punto di vista sociale, mentre era in corso in Italia e in tutto l'Occidente una rivoluzione culturale che, scardinando i valori tradizionali su cui era stata fino ad allora basata la convivenza civile, mise in grande difficoltà anche la Chiesa, a tutti i livelli ed in tutti gli aspetti della sua opera pastorale. In particolare il mondo giovanile contestava ogni principio d'autorità, compreso ovviamente quello ecclesiastico e si allontanava della religione. In un simile contesto l'opera dei pastori diventava difficilissima. Ne dà una lucida testimonianza lo stesso Padre Fedele, che cosa scrive: “verso la fine del 1971 notai intorno a me un vuoto pauroso. L'Azione Cattolica, struttura portante della Parrocchia, era crollata verticalmente. I giovani, specialmente i più vicini, erano in una fase di rigetto per tutto ciò che “ dicevano “ era superato, vecchio, stantio, superstizioso e folcloristico. (...) In nome del Concilio si invocava una Chiesa giovane che dovesse spazzar via tutte le usanze religiose “da vecchiette” e da gente ignorante e retrograda. Processioni, preghiere, specialmente il Rosario, benedizioni delle case non avevano più senso, addirittura si osteggiavano apertamente e in modi diversi fino ad arrivare al lancio delle uova”.
In questo clima incandescente la parrocchia visse l'Anno Santo del 1975. Proprio l'inizio di quell'anno fu segnato dall'evento più doloroso di tutta la storia di San Felice: lla scomparsa del vice-parroco Padre Luigi Coccia, ritrovato annegato negli anfratti del Tevere dopo 21 giorni di ricerche angosciose. Era un sacerdote zelante, pieno di vita, particolarmente affabile nell'avvicinare soprattutto i giovani sbandati e tossicodipendenti.
Nel tentativo di rinvigorire l'azione pastorale in mezzo a tanto sconquasso, nell'anno giubilare si diede vita ad una missione popolare in forma “moderna” con incontri nelle famiglie, nei posti di lavoro, nelle scuole e in parrocchia. Alla fine della Missione fu inaugurata un'altra opera di Padre Ugolino: il mosaico di San Francesco cantore delle bellezze del creato che riceve le Stimmate (parete adiacente alla sacrestia). Tutto questo però non cambiò in profondità la situazione generale.
Qualche anno più tardi, tuttavia, a cavallo tra gli anni '70 e gli anni '80, si ebbero i primi segnali che il peggio era passato. Nello spirito del Concilio si cercò di passare da una pastorale di massa ad una per gruppi e comunità. Cominciarono a sorgere le prime comunità parrocchiali: molte durarono poco, ma tra queste presero vita anche le prime Comunità Neocatecumenali, destinate a conoscere negli anni successivi un grande sviluppo e che a tutt'oggi costituiscono una realtà viva e dinamica nella nostra parrocchia e, più in generale, nella Chiesa.
L'inizio degli anni '80 vide anche un certo riavvicinamento dei giovani alle attività parrocchiali. A Taizè, in Francia, per iniziativa di frère Roger, era sorta una comunità cristiana ecumenica composta per lo più da giovani provenienti da vari paesi europei che si proponeva di riavvicinare i cristiani di differenti confessioni. Annualmente questa comunità teneva un raduno in una città europea. Per due anni consecutivi, nel 1980-81 e nel 1981-82 (i raduni si svolgevano negli ultimi giorni dell'anno), fu scelta Roma. In tali occasioni la nostra parrocchia si distinse dell'accoglienza e nell'ospitalità data ai giovani partecipanti. I contatti della nostra parrocchia (soprattutto dei settori giovanili) con la comunità di Taizè dureranno per molti anni.
Con padre Fedele Parroco, San Felice ricevette la terza visita di un Sommo Pontefice: domenica 4 maggio 1986 Giovanni Paolo II venne in visita nella nostra Chiesa, salutato dal solito bagno di folla. Dopo essere stato accolto da numerose autorità religiose (tra cui il Vescovo Mons. Biagio Terrinoni) ed aver ricevuto il benvenuto del Parroco, il Papa celebrò l'Eucaristia, nel corso della quale pronunciò un'omelia incentrata sul tema “il cristiano tempio del mistero trinitario in quanto tralcio vivo innestato a Cristo”. Dopo la Messa il Pontefice incontrò le principali realtà parrocchiali, il Consiglio Pastorale, le suore dei quattro istituti appartenenti alla parrocchia, la comunità dei frati e gli ospiti della “Casa di riposo” per i Cappuccini della Provincia romana.
Tra la fine del 1987 e l'inizio del 1988 Roma ospitò ancora una volta l'incontro dei giovani di Taizè e la parrocchia accolse numerosi partecipanti, molti dei quali ebbero la fortuna di alloggiare nelle famiglie che aderirono con entusiasmo all'iniziativa.
Il 1988 fu anche l'anno che vide il cambio di parroco.