3. Un parroco molto amato: Padre Biagio da Fiuggi


Ai primi di agosto del 1952 fu nominato parroco di S. Felice Padre Biagio Terrinoni da Fiuggi. Sono anni in cui l'assetto demografico e sociale del quartiere risentiva in maniera diretta dei grandi cambiamenti che stavano interessando tutto il Paese. La popolazione aumentava rapidamente: dalle campagne laziali, ma anche dall'Abruzzo e dal Molise si trasferiva a Centocelle un gran numero di persone: provenivano per lo pi? da famiglie contadine, erano di cultura medio-bassa, giungevano nella grande citt? desiderosi di migliorare le loro condizioni di vita e di passare dal ceto rurale a quello piccolo-borghese. Questo fenomeno, allora agli inizi, sar? parallelo al cosiddetto "boom economico" e si protrarr? fino alla met? degli anni '60. I nuovi immigrati, ancora in buona parte fedeli ai valori della cultura contadina, troveranno lavoro per lo pi? nella Pubblica Amministrazione, nei servizi e nel piccolo commercio, dando cos? vita ad un quartiere popolare ma non degradato. In questo contesto si inser? l'opera pastorale di Padre Biagio. Il suo carattere affabile, il suo linguaggio semplice e incisivo, il calore umano che sapeva mostrare verso tutti e ciascuno, fecero di lui un vero parroco del popolo, un uomo stimato da tutti, quasi una personalit? nel rione. Lui stesso lo ricorda, senza mai tradire l'umilt? francescana. Cos? racconta in un'intervista raccolta da un parrocchiano, Annibale Gentile: "Il mio fu un apostolato di presenza. (...) Una volta portarono un giovane in carcere e per difendersi disse: "io conosco Padre Biagio". Mi telefonarono dal carcere. Credettero alla sua innocenza".
Nel 1961 Padre Biagio venne eletto ministro provinciale dei Cappuccini, perci? lasci? l'incarico di parroco che fu affidato a Padre Bonaventura da Bagnoregio, il quale in realt? fu un economo-parroco, non avendo tutti i requisiti necessari per esercitare in pieno le sue funzioni. La sua carica dur? fino al 1967, allorch? Padre Biagio torn? a Centocelle assumendo di nuovo l'ufficio di parroco unito a quello di superiore.
Durante il periodo in cui fu parroco padre Biagio eventi memorabili segnarono la storia della parrocchia:
L'anno dopo il suo insediamento, il 13 dicembre 1953, dopo una missione predicata da Padre Mariano da Torino, Sua Santit? Pio XII concesse un'udienza ai fedeli di S. Felice alla quale parteciparono circa tremila parrocchiani. Il Papa in tale occasione invit? tutte le famiglie a recitare incessantemente il Rosario insieme, e molte famiglie accolsero quest'invito.
Nello stesso anno giunsero nel quartiere le Suore Carmelitane; anch'esse saranno incardinate nella Parrocchia e si dedicheranno soprattutto alla cura dei malati.
Nel Giugno del 1958 fu inaugurata la straordinaria opera d'arte di padre Ugolino da Belluno che nelle finestre istoriate del tempio, ispirandosi alla forma classica della vetrata medioevale dipinse il Cantico di Frate Sole, con i versetti del Cantico stesso ed episodi ispirati alla Bibbia ed alla vita di San Francesco.
Sempre nel 1958 (4 dicembre) fu eretta la sezione parrocchiale della Legione di Maria, un'associazione originariamente sorta in Irlanda nel 1921, composta di cattolici che, "sotto la guida potente di Maria, si sono uniti, come in un esercito, con lo scopo di santificare i propri membri per mezzo della preghiera e di un'attiva partecipazione all'Apostolato della Chiesa".
Ma nel 1960 accadde un evento ancora pi? indimenticabile: Papa Giovanni XXIII visit? la Parrocchia di S. Felice. Una folla immensa (da centomila a duecentomila fedeli) accolse con tripudio il Sommo Pontefice il 6 marzo, prima domenica di Quaresima. Il popolarissimo "Papa buono" non deluse le attese neppure a Centocelle: col suo consueto linguaggio semplice e accattivante disse di essere venuto nel nostro quartiere per estendere il suo contatto pastorale anche "alle pecorelle della campagna, una campagna che sta ormai per diventare citt?" e per portare "una parola, un incoraggiamento, una benedizione". Fece anche una battuta degna del suo stile vedendo i numerosi frati cappuccini presenti: "sembra che tutto il mondo debba diventare cappuccino".
Nello stesso anno fu inaugurata un'altra opera di Padre Ugolino: il mosaico del Sacro Cuore, che ricopre la parete adiacente all'omonima cappellina.
Sempre con Padre Biagio parroco (si era infatti conclusa la parentesi di Padre Bonaventura), un evento degno di nota si registr? nel 1969: La parrocchia fu elevata a titolo cardinalizio dalla Santa Sede con Lettera Apostolica del 17 aprile 1969, acquis? tutti i titoli e privilegi che derivano da tale onore e fu assegnata al cardinale sudcoreano Stefano Kim, arcivescovo di Seoul. Il porporato prese possesso della "sua" chiesa con una solenne cerimonia svoltasi domenica 4 maggio 1969.
Ma prima che Padre Biagio lasciasse definitivamente l'ufficio di parroco nel 1971 in conseguenza della sua nomina a Vescovo, un altro avvenimento storico interess? la nostra parrocchia. In quello stesso anno, infatti, Sua Santit? Paolo VI scelse proprio la nostra chiesa per celebrare, il 1? Gennaio, la Giornata Mondiale della Pace. In quell'occasione il Pontefice, dopo aver celebrato la Messa davanti ad una grande folla ed aver abbracciato padre Biagio per il suo zelo pastorale, inaugur? e benedisse il grandioso affresco di Padre Ugolino da Belluno. Si tratta di un'imponente opera d'arte che ricopre tutta l'abside della navata centrale. In un originale graffito allegorico su cemento vengono rappresentate la vita di S. Felice, la tecnologia che soffoca l'uomo ponendolo l'un contro l'altro armato e varie deformazioni morali alimentate dalla cattiva stampa e dalla droga. Al centro dell'abside troneggiano Ges? Bambino, la Madonna e San Felice.
La cerimonia della Consacrazione Episcopale di padre Biagio, tenutasi il 19 maggio 1971 fu una delle pi? emozionanti che la parrocchia ricordi. Una grande folla composta da semplici cittadini e da autorit? civili e religiose esplose in una gioia incontenibile allorch? il cardinale Angelo Dell'Acqua elev? a Vescovo ausiliare di Roma l'ormai ex-parroco. Diverse volte padre Biagio, da Vescovo torner? a Centocelle per amministrare Cresime o in altre occasioni particolari ed ogni volta la sua venuta sar? accolta con grande gioia e partecipazione di popolo.