?IL MESSALE MARIANO


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Il Messale mariano

La raccolta di Messe in onore della Beata Vergine Maria, ci permette di valorizzare in maniera adeguata l'inestimabile patrimonio con cui il popolo cristiano ha espresso ed esprime il suo particolare attaccamento alla Madre del Signore. Infatti, attraverso i tempi, il popolo cristiano ha manifestato in diversi modi la venerazione, tenera e forte, a Santa Maria, sua patrona e signora. Particolarmente in Italia, feste, santuari, immagini, edicole poste nelle antiche mura, nei borghi, agli incroci stradali o fra le pareti domestiche, tramandano a noi quest'inno di speranza e di amore innalzato alla Vergine, a cui hanno concorso liturgia e piet? popolare.

Nella celebrazione del mistero di Cristo, la Chiesa spesso commemora la Beata Vergine Maria, intimamente associata a suo Figlio, sottolineandone le straordinarie virt? e, poich? sull'altare della croce le fu affidata come madre da Cristo, la onora con amorosa piet? invocando incessantemente il suo patrocinio; la sente compagna e sorella nel cammino della fede e nelle angosce della vita.

In seguito all'approfondimento della dottrina sulla Beata Vergine Maria nel mistero di Cristo e della Chiesa compiuto dai Padri nel Concilio Ecumenico Vaticano II e nell'emanazione dei principi e delle norme per il rinnovamento della liturgia, le Chiese particolari e molti Istituti Religiosi hanno iniziato una grande opera di revisione dei Propri delle Messe alla luce dei testi liturgici classici, degli scritti dei santi Padri d'Oriente e d'Occidente e del Magistero ecclesiastico, armonizzando sapientemente espressioni antiche e contemporanee. In quest'opera di rinnovamento anche le Messe della Beata Vergine Maria, dopo un'accurata revisione, sono state emendate o ne sono state composte di nuove. Risultato di questa laboriosa attivit? ? stato un complesso di formulari, molti dei quali veramente pregevoli per dottrina, per valore spirituale e bellezza dei testi. "Pertanto, in accoglimento della richiesta avanzata da molti pastori e fedeli e soprattutto dai rettori dei santuari mariani, ? sembrato opportuno fare una silloge dei pi? significativi, disponendoli secondo l'ordinamento dell'anno liturgico, perch? anche grazie a tale strumento sia incrementata la genuina piet? delle comunit? e dei singoli fedeli verso la Madre del Signore. Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II ha approvato la Raccolta delle Messe della Beata Vergine Maria, che pu? essere considerata come un'appendice del Messale Romano, e ne ha ordinato la pubblicazione."1

Il Concilio Vaticano II, infatti, nella Costituzione dogmatica Lumen Gentium, dopo aver esposto la dottrina cattolica sulla natura della venerazione alla santa Madre di Cristo, esorta "tutti i figli della Chiesa, perch? generosamente promuovano il culto, specialmente liturgico, verso la Beata Vergine".2 Lo stesso Concilio, nella Costituzione sulla Sacra Liturgia, aveva illustrato l'esperienza della Chiesa Universale riguardo al culto liturgico reso alla Vergine: "Nella celebrazione del ciclo annuale dei misteri di Cristo, la santa Chiesa venera con particolare amore Maria Santissima Madre di Dio, congiunta indissolubilmente con l'opera della salvezza del Figlio suo; in Maria ammira ed esalta il frutto pi? eccelso della redenzione, ed in lei contempla con gioia, come in una immagine purissima, ci? che essa, tutta, desidera e spera di essere".3 La liturgia romana, infatti, nel suo Calendario generale offre ai fedeli, non solo molteplici occasioni per commemorare nel corso dell'anno liturgico la partecipazione della Beata Vergine al mistero della salvezza, ma anche preziose testimonianze di piet? mariana nel Messale, nella Liturgia delle Ore e in altri libri liturgici, alcuni dei quali contengono apposite celebrazioni per venerare la memoria dell'umile e gloriosa Madre di Cristo.

La consuetudine di dedicare il sabato alla Beata Vergine Maria, sorta nei monasteri carolingi alla fine del secolo VIII, si diffuse ben presto in tutta l'Europa e fu accolta anche nei libri liturgici di molte Chiese locali divenendo quasi patrimonio degli Ordini religiosi di vita evangelico-apostolica, che cominciarono a fiorire all'inizio del secolo XIII. Con la riforma liturgica, seguita al Concilio di Trento, tale consuetudine fu introdotta nel Messale Romano. Il rinnovamento liturgico voluto dal Concilio Vaticano II ha dato alla memoria di Santa Maria in sabato nuovo risalto e nuovo vigore: ha reso pi? frequente la possibilit? di celebrarla accrescendone il numero di formulari e delle letture bibliche e rinnovando i testi eucologici.

Le Messe in onore della Beata Vergine Maria traggono la loro origine e il loro valore nell'intima partecipazione della Madre di Cristo alla storia della salvezza. La Chiesa, infatti, celebrando il ruolo della Madre del Signore nell'opera della redenzione o i suoi privilegi di grazia, celebra anzitutto i fatti salvifici a cui, secondo il disegno di Dio, la Beata Vergine fu associata, in vista del mistero di Cristo.

La liturgia, erede della dottrina e del linguaggio dei Santi Padri, per esprimere l'esemplarit? della Beata Vergine usa vari termini:

modello, soprattutto quando vuol mettere in luce la sua santit? proponendola all'imitazione dei cristiani quale fedele ancella del Signore (cfr. Lc 1,38; 2,48) e perfetta discepola di Cristo;

figura, quando vuole indicare che la vita e la condizione esistenziale di Maria (vergine, sposa, madre) prefigurano la vita della Chiesa e sono di guida ai suoi passi nel cammino della fede e nella sequela del Signore;

immagine, quando intende sottolineare che in Maria, gi? perfettamente configurata al Figlio suo, la Chiesa "contempla con gioia, come in una immagine purissima, ci? che essa, tutta, desidera e spera di essere". Perci? la Chiesa nella sacra liturgia invita i fedeli ad imitare la Beata Vergine soprattutto per la fede e l'obbedienza con cui ader? amorosamente al progetto salvifico di Dio. In particolare, gli inni e i testi eucologici mostrano una ricca e splendida serie di virt? che la Chiesa, nella sua secolare esperienza di preghiera e di contemplazione, guidata dallo Spirito Santo, ha scoperto nella Madre di Cristo.

L'esemplarit? della Beata Vergine, che emerge dalla stessa azione liturgica, induce i fedeli a conformarsi alla Madre per meglio conformarsi al Figlio inducendoli a celebrare i misteri di Cristo con gli stessi sentimenti ed atteggiamenti con cui la Vergine fu accanto al Figlio nella nascita e nell'epifania, nella morte e nella risurrezione. Li incita, cio?, a:

- custodire premurosamente la Parola di Dio e a meditarla amorosamente;

- a lodare Dio con esultanza e a rendergli grazie con gioia;

- a servire fedelmente Dio e i fratelli e a offrire generosamente per loro anche la vita;

- a pregare il Signore con perseveranza e a implorarlo con fiducia;

- ad essere misericordiosi e umili;

- a rispettare la legge del Signore e a fare la sua volont?;

- ad amare Dio in tutto e sopra di tutto;

- a vegliare in attesa del Signore che viene.

Occorre che nella celebrazione delle Messe di Santa Maria, i sacerdoti e tutti coloro che hanno compiti pastorali, curino soprattutto che i fedeli comprendano che il sacrificio eucaristico ? il memoriale della morte e della risurrezione di Cristo e li invitino a parteciparvi pienamente ed attivamente preoccupandosi di mostrare il valore esemplare della figura di Maria, la cui imitazione giova molto alla santificazione dei fedeli.

La raccolta di Messe della Beata Vergine Maria, approvata dal Sommo Pontefice Giovanni Paolo II e promulgata dalla Congregazione per il Culto Divina, si propone soprattutto di favorire, nell'ambito del culto alla Beata Vergine Maria, celebrazioni che siano ricche di dottrina e commemorino correttamente i fatti di salvezza compiuti da Dio Padre nella Beata Vergine, in vista del mistero di Cristo e della Chiesa. La promulgazione di tale Raccolta non apporta alcuna modifica n? al Calendario Romano Generale, promulgato il 21 marzo 1969, n? al Messale Romano, pubblicato in seconda edizione tipica il 27 marzo 1975, n? al Lezionario delle Messe, la cui seconda edizione reca la data del 21 gennaio 1981, n?, infine, al vigente ordinamento rubricale.

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Struttura della raccolta di messe della Beata Vergine Maria

Poich? la Beata Vergine Maria ? strettamente associata al mistero di Cristo, la Raccolta di Messe in suo onore ? disposta secondo l'ordinamento dell'anno liturgico. Pertanto i quarantasei formulari della Raccolta, in relazione soprattutto al mistero che essi celebrano, sono distribuiti nei vari tempi dell'anno liturgico: nel Tempo di Avvento (tre formulari), nel Tempo di Natale (sei formulari), nel Tempo di Quaresima (cinque formulari), nel Tempo di Pasqua (quattro formulari), nel Tempo Ordinario (ventotto formulari).

I formulari del Tempo Ordinario sono suddivisi in tre sezioni:

- la prima comprende undici formulari per celebrare la memoria della Madre di Dio, sotto i titoli tratti prevalentemente dalla Sacra Scrittura ed esprime il nesso Maria-Chiesa;

- la seconda presenta nove formulari per venerare la memoria della Madre del Signore, sotto i titoli che esprimono la sua cooperazione nel promuovere la vita spirituale dei fedeli;

- la terza propone otto formulari per la celebrazione della memoria della Santa Vergine Maria, sotto i titoli che manifestano la misericordiosa intercessione in favore dei fedeli.

Questo ordinamento fa s? che i momenti e i modi della cooperazione della Beata Vergine all'opera della salvezza siano celebrati nel tempo liturgico pi? adatto, e che sia messa in luce l'intima associazione della Madre del Signore alla missione della Chiesa.

Per favorire la preparazione della celebrazione eucaristica, a ciascun formulario ? premessa una introduzione di indole storica, liturgica e pastorale, in cui ? brevemente spiegata l'origine della memoria o del titolo della Beata Vergine. Talvolta sono indicate le fonti del formulario ed ? illustrata la dottrina che emerge dai testi biblici ed eucologici.

La Raccolta di Messe della Beata Vergine Maria conseguir? il fine pastorale che si propone, soltanto se dappertutto e da parte di tutti sar? usata correttamente.

NOTE

1 Cfr. Decreto della Congregazione per il Culto divino - Roma, 15 agosto 1986.

2 N. 67.

3 Sacrosantum Concilium, n. 103